Allergie e intolleranze alimentari, Diete per patologie

Allergie e intolleranze alimentari: test diagnostici e test non convenzionali – parte 1

Oggi voglio parlarvi di un argomento molto attuale: le intolleranze alimentari. Si tratta di un argomento molto vasto e in questa sezione potrete trovare diversi articoli su questo argomento. Parlerò delle diverse intolleranze alimentari e di come queste si possano gestire con un piano nutrizionale adatto e personalizzato.

shutterstock_244665391.jpg(immagine dal web)

Prima di parlare nello specifico delle diverse intolleranze alimentari, è bene fare chiarezza su cosa sono, in cosa si differenziano dalle allergie alimentari e soprattutto come vengono diagnosticate. Ritengo sia molto importante fare chiarezza proprio su quest’ultimo punto, in quanto al giorno d’oggi siamo bombardati da pubblicità che ci invitano a sottoporci ai test per le intolleranze, molti dei quali sono assolutamente fasulli e privi di ogni fondamento scientifico. Sempre più spesso infatti capita che arrivino in studio pazienti che mostrano i risultati di questi fantomatici test ed è molto difficile far capire che non hanno alcuna valenza e che non possono essere presi in considerazione nella stesura del piano alimentare. Questi test risultano molto pericolosi soprattutto quando vengono fatti in autonomia dal paziente, poichè rischiano di far escludere dall’alimentazione, senza alcun reale motivo, degli alimenti molto importanti per le loro proprietà nutrizionali causando carenze nutrizionali. Questo diventa anche di particolare importanza in bambini e adolescenti poichè l’esclusione di alcuni alimenti potrebbe comprometterne la crescita. Proprio per evitare ciò, in questo primo articolo vedremo quali sono i test convenzionali per la diagnosi delle intolleranze e successivamente vedremo i test non convenzionali dai quali tenersi assolutamente alla larga.

È importante sottolineare che le uniche vere intolleranze alimentari riconosciute dalla comunità scientifica sono quelle al glutine, al lattosio, al fruttosio e al sorbitolo e vengono diagnosticate con un’accurata anamnesi e specifici test diagnostici. Tutti gli altri test che affermano intolleranze al pomodoro, alla mela o ad altri alimenti in genere, non sono attendibili.

La FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) ha pubblicato un documento condiviso nel quale fa chiarezza su questo argomento e distingue quali sono i test affidabili e quali no.

Allergie alimentari

Allergie e intolleranze alimentari sono due fenomeni distinti, con meccanismi patogenetici differenti e rientrano in quelle che vengono definite reazioni avverse agli alimenti.

L’allergia alimentare è una reazione avversa agli alimenti causata da una anomala reazione immunologica mediata da anticorpi della classe IgE, che reagiscono verso componenti alimentari di natura proteica. La diagnosi di queste allergie è di specifica competenza medica. Per la diagnosi vengono utilizzati test di primo e secondo livello. Tra quelli di primo livello vi è il prick test, un test sensibile e specifico, relativamente semplice nella sua esecuzione, di basso costo e a lettura immediata. Test di secondo livello sono quelli che vengono fatti su sangue e che vanno a ricercare le IgE totali e specifiche contro un determinato antigene alimentare. L’interpretazione di questi risultati è complessa e la decisione di togliere o meno un alimento dalla propria alimentazione è di competenza prettamente del medico.

Tra le reazioni avverse agli alimenti ritroviamo la celiachia, patologia molto complessa che merita un approfondimento ulteriore che verrà fatto in un altro articolo. È una patologia cronica sistemica immuno-mediata, indotta dalle prolamine, il principale complesso proteico strutturale di frumento, orzo e segale, in individui geneticamente suscettibili e caratterizzata da livelli variabili di danni alla mucosa intestinale, dalla presenza nel siero, a dieta libera, di anticorpi specifici e da una combinazione variabile di sintomi intestinali ed extraintestinali. La celiachia viene diagnosticata con specifiche analisi di dosaggio degli anticorpi, test genetici e biopsia dei villi intestinali.

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari provocano sintomi spesso simili a quelli delle allergie, ma non sono dovute a una reazione del sistema immunitario e variano in relazione alla quantità ingerita dell’alimento non tollerato.

Una serie di alterazioni gastrointestinali come sindrome da intestino irritabile, gastrite, reflusso gastro-esofageo, diverticolite, calcolosi colecistica o anche una dieta sbagliata possono causare una sintomatologia attribuita che spesso può essere confusa con l’intolleranza alimentare.

Le intolleranze alimentari non immunomediate possono essere dovute a difetti enzimatici e sostanze farmacologicamente attive e sono spesso secondarie quindi ad altre condizioni o causate da additivi.

Tra le intolleranze dovute a deficit enzimatici troviamo l’intolleranza al lattosio. Questa è dovuta alla mancanza o alla riduzione dell’enzima lattasi che in condizioni normali ha il compito di metabolizzare il lattosio, lo zucchero presente in latte e derivati, che viene scisso in glucosio e galattosio. La tollerabilità al lattosio cambia da soggetto a soggetto, in relazione alla gravità della carenza enzimatica e questa carenza può manifestarsi anche in età adulta in seguito a variazioni delle abitudini alimentari e alla diminuzione dell’attività lattasica. L’intolleranza al lattosio viene diagnosticata attraverso un breath test specifico.

Esistono anche le intolleranze alimentari farmacologiche, determinate dall’effetto farmacologico di sostanze contenute in alcuni alimenti, quali l’istamina (vino, spinaci, pomodori, alimenti in scatola, sardine, filetti d’acciuga, formaggi stagionati), la tiramina (formaggi stagionati, vino, birra, lievito di birra, aringa), la caffeina, l’alcol, la solanina (patate), la teobromina (tè, cioccolato), la triptamina (pomodori, prugne), la feniletilamina (cioccolato), la serotonina (banane, pomodori).

Additivi alimentari quali nitriti, benzoati, solfiti sembrano essere responsabili di intolleranze da meccanismi non definiti in quanto non è stato individuato il meccanismo immunologico che queste sostanze sembrano in grado di scatenare.

Spesso le intolleranze alimentari possono presentarsi con dei sintomi sovrapponibili a quelli delle allergie alimentari e quindi per una corretta diagnosi è fondamentale una buona anamnesi oltre ai vari test di cui abbiamo parlato. La FNOMCEO afferma infatti che l’iter diagnostico di un paziente con sospetta intolleranza alimentare dovrebbe prevedere un approccio multidisciplinare che coinvolga passo dopo passo lo specialista allergologo, il gastroenterologo, per escludere patologie gastrointestinali, ed il nutrizionista, per la correzione delle abitudini dietetiche.

Vi aspetto nel prossimo articolo, dove parleremo invece dei test non convenzionali.

Bibliografia

  1. Allergie e intolleranze alimentari, documento condiviso. FNOMCEO

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